CBD USO VETERINARIO: chiarimenti dal Ministero

Attraverso le indicazioni del Ministero della Salute datate 14 Maggio, in particolare della Direzione Generale Della Sanità Animale e dei Farmaci Veterinari, viene chiarita definitivamente la situazione riguardo dell’uso del CBD, non autorizzandone l’uso come materia prima nei mangimi.

Viene fatta una distinzione tra canapa e CBD: la prima è una materia inserita nel catalogo comunitario delle materie prima per mangimi sotto forma di olio, farina e fibra di canapa, la seconda, il CBD (cannabidiolo), estratto dalla canapa e poi standardizzato e purificato, non è una materia prima per mangimi ma ha delle caratteristiche di un additivo.

Ai sensi del regolamento CE 1831/03 non è nemmeno autorizzato a livello europeo come additivo per mangimi e pertanto la sua incorporazione negli stessi è vietata e non può essere indicata nell’etichettatura così come non può identificare il nome della materia prima in caso di mangime semplice, es Olio di CBD.

Non sono ammessi inoltre claim che vantano proprietà farmacologiche o curative di patologie.

Tutto ciò fa seguito al fatto che in Italia, anche on line, è possibile acquistare numerosi prodotti destinati all’alimentazione animale contenenti o costituiti da cannabidiolo (CBD).

Alla luce di queste normative, il veterinario può ancora prescrivere cannabis e CBD? La risposta è SI!!

La scomparsa di tutti questi “Oli di CBD” dal mercato apre una opportunità di valorizzare la professionalità del Medico Veterinario il quale, per mezzo dell’ art.10, c.1 del Dlgs 193/2006, ossia la cosiddetta cascata prescrittiva, è legittimato dal poter prescrivere la cannabis terapeutica e il CBD sotto diverse forme farmaceutiche. Attenzione, tale possibilità si rivolge solo agli animali nDPA cioè non destinati all’alimentazione umana.

Ultimamente l’utilizzo in campo veterinario del CBD sta assumendo enorme importanza, da un punto di vista terapeutico, principalmente per due motivi:

  1. .da un punto di vista farmacologico ha numerose applicazioni cliniche anche per la sua mancanza di effetti psicotropi (a differenza del THC)
  2. da un punto di vista normativo non segue l’iter burocratico  prescrittivo delle infiorescenze di cannabis che contengono THC (di fatti la tipologia di ricetta è differente)
  3. Il CBD esplica la sua azione farmacologica legandosi ai recettori del sistema endocannabinoide (CB1 e CB2), ma anche andando ad interagire con enzimi che indirettamente sono coinvolti nella cascata di traduzione del segnale del sistema endocannabinoide.

Dott. Paolo Calliero
Farmacista Preparatore

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Le informazioni contenute in questo articolo sono a scopo puramente divulgativo, non vogliono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto medico-paziente. Si raccomanda pertanto di consultare il proprio medico di fiducia prima di mettere in pratica qualsiasi consiglio od indicazione riportata.

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